Igor Portu e Mattin Sarasola torturati
Lo scorso 6 gennaio sono stati arrestati dalla Guardia Civil spagnola i cittadini baschi Igor Portu e Mattin Sarasola, con l'accusa di appartenere all'organizzazione armata ETA. È stato loro imposto il regime di isolamento assoluto, in applicazione della legislazione antiterrorista. Solo dodici ore più tardi, Igor Portu è stato condotto all'ospedale di San Sebastián per difficoltà respiratorie.

Muore a Capo Verde il deportato politico Endika Iztueta
Il deportato politico Endika Iztueta Barandika è morto il 24 gennaio nella città di Praia, a Capo Verde. Iztueta fu deportato a Capo Verde nel febbraio 1985 ed è, pertanto, rimasto lì per 22 anni, a migliaia di chilometri dal suo paese, in una situazione priva di supporto giuridico.

Fissato il giudizio contro Gestoras pro-Amnistía e Askatasuna
La Quarta Sezione della Corte Penale della Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.), ha stabilito il 21 aprile prossimo come data d'inizio del giudizio contro gli organismi per l'amnistia ed antirepressivi Gestoras pro-Amnistía e Askatasuna. In questo processo, sono imputati 27 cittadini baschi, per i quali il pubblico ministero chiede diverse condanne a dieci anni di prigione.

Il Consiglio d'Europa prende posizione contro le «liste nere» delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea
A partire dal 2001, nel seno delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, sono state confezionate liste di persone e di organizzazioni legate al «terrorismo internazionale», fra le quali si trovano trenta cittadini baschi e le organizzazioni Batasuna, Haika-Segi, Gestoras pro Amnistía-Askatasuna, Xaki ed Ekin.

ANALISI:
Prigionieri malati e negazione della libertà
Ohiana Lizaso.
Associazione dei familiari di prigionieri politici baschi- Etxerat

Lege sui Partiti. Conseguenzas:
Arrestati il portavoce di Batasuna Pernando Barrena ed il membro della Mesa Nacional Patxi Urrutia
Il 4 febbraio, la Policía Nacional arrestava Pernando Barrena, portavoce di Batasuna ed il membro del suo organismo di direzione, Patxi Urrutia. L'arresto è stato decretato dal giudice Baltasar Garzón in seguito alle indagini iniziate nel 2002 contro il partito politico, alle quali continua ad aggiungere nuove azioni.

Sospensione delle attività dei partiti EHAK-PCTV y EAE-ANV
Da tempo entrambi i partiti indipendentisti erano sottoposti a due diversi procedimenti: uno, per le indagini penali aperte dalla Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.), con l'accusa di "appartenenza ad organizzazione armata" ed un altro, per via amministrativa, in applicazione della Legge sui Partiti, davanti al Tribunale Supremo..

Conseguenze della sospensione di EAE-ANV: brutalità poliziesca ed arresto di portavoce politici
Dopo l'apertura della maxi inchiesta 11/08, nella quali Baltasar Garzón raggruppa le cause aperte contro membri di ANV, EHAK e Batasuna, la prima reazione del magistrato antiterrorista è stata la proibizione della manifestazione che eletti nelle istituzioni indipendentisti avevano indetto per protestare contro la sospensione di quei partiti politici.

L'ex esecutivo del Parlamento Basco sotto accusa per disobbedienza
In passato, avevamo già dato conto degli effetti assurdi dell'applicazione, fino ai suoi limiti estremi, della Legge sui Partiti e della criminalizzazione del dialogo e dell'attività politica. Il Tribunale Supremo spagnolo, lo scorso 20 gennaio, ha reso pubblica la sentenza attraverso la quale accoglieva la pretesa del sindacato di ultradestra Manos Limpias (Mani pulite, N.d.T.) contro gli ex membri dell'esecutivo del Parlamento basco.
:: Igor Portu e Mattin Sarasola torturati
Lo scorso 6 gennaio sono stati arrestati dalla Guardia Civil spagnola i cittadini baschi Igor Portu e Mattin Sarasola, con l'accusa di appartenere all'organizzazione armata ETA. È stato loro imposto il regime di isolamento assoluto, in applicazione della legislazione antiterrorista. Poche ore dopo l'arresto, sono stati condotti ai loro domicili di Lesaka per assistere alle perquisizioni. I loro familiari hanno potuto constatare che si trovavano ancora in buone condizioni. Solo dodici ore più tardi, Igor Portu è stato condotto all'ospedale di San Sebastián per difficoltà respiratorie. Lì, gli sono stati diagnosticati una "frattura della nona costola sinistra", "versamento pleurale sinistro" ed un "piccolo focolaio di contusione polmonare". L'ospedale ha redatto un rapporto medico che indica che Igor Portu ha "ematomi su tutto il torace anteriore e posteriore" e sulla colonna vertebrale e che il suo occhio sinistro presenta ematomi ed emorragia interna. Inoltre, soffre di difficoltà respiratorie e di un "grave enfisema (gonfiore provocato da aria nel tessuto polmonare) subcutaneo che si estende dal livello cervicale a quello pelvico". Il rapporto medico riporta anche che "il paziente riferisce di percosse con pugni e calci sul viso, sul torace, all'addome ed agli arti inferiori" e che le sue ginocchia e caviglie sono "intatte con molteplici ematomi, erosioni ed abrasioni".

Questo rapporto medico è stato reso pubblico e ha diffuso l'allarme rispetto al trattamento subito dal giovane di Lesaka nelle dodici ore trascorse fra la perquisizione della sua casa e l'ingresso nell'Unità di Cure Intensive dell'ospedale di San Sebastián. Il Ministro degli Interni, Alfredo Pérez Rubalcaba, ha dichiarato che lo stato del giovane "è dovuto all'utilizzo della forza nel momento dell'arresto". Il giudice di Guardia del Tribunale di Gipuzcoa ha aperto indagini sul caso. ??Per quanto riguarda Mattin Sarasola, l'altro giovane arrestato che permane sotto custodia della Guardia Civil in regime di isolamento assoluto, fonti giornalistiche hanno riferito che si trovava in uno stato "scandaloso" quando è stato trasferito in uffici della polizia a Madrid.

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:: Muore a Capo Verde il deportato politico Endika Iztueta

Il deportato politico Endika Iztueta Barandika è morto il 24 gennaio nella città di Praia, a Capo Verde. La causa della morte pare essere attribuibile alle ferite riportate in una rapina, che gli ha provocato la rottura costole ed una ferita ad un polmone, in seguito alla quale si è data un'infezione, degenerata poi in un collasso sanguigno che ha provocato la morte. Iztueta fu deportato a Capo Verde nel febbraio 1985 ed è, pertanto, rimasto lì per 22 anni, a migliaia di chilometri dal suo paese, in una situazione priva di supporto giuridico.
Negli anni Ottanta, dopo il fallimento dei colloqui di Algeri, lo stato francese, sollecitato da quello spagnolo, ha iniziato una persecuzione contro il collettivo di rifugiati politici baschi che risiedevano, pubblicamente, Nel Paese Basco Settentrionale (sotto amministrazione francese, N.d.T.). Queste persone erano arrestate e, in maniera concordata e sommaria, inviate a migliaia di chilometri dal loro paese, a Capo Verde, Cuba, Venezuela, Repubblica Dominicana, Panama... senza documenti, senza lavoro, senza un processo giudiziario, senza diritti.
Il quotidiano spagnolo “El País'' ha scritto che il procuratore capo della Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.) avrebbe ordinato di sveltire le procedure relative alle richieste di estradizione contro almeno un centinaio di cittadini baschi, esiliati o deportati; fra questi si trovava Endika Iztueta. Con lui, sono già tre i deportati baschi morti a Capo Verde ( nel 1989 Juanra Aranburu, e nel 2002, Ángel Lete).

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:: Fissato il giudizio contro Gestoras pro-Amnistía e Askatasuna

La Quarta Sezione della Corte Penale della Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.), ha stabilito il 21 aprile prossimo come data d'inizio del giudizio contro gli organismi per l'amnistia ed antirepressivi Gestoras pro-Amnistía e Askatasuna. In questo processo, sono imputati 27 cittadini baschi, per i quali il pubblico ministero chiede diverse condanne a dieci anni di prigione.
Pertanto, dopo il «caso Jarrai-Haika-Segi» e dopo l'inchiesta 18/98, si avvia il processo contro questi organismi, ai quali la procura attribuisce «il controllo dei prigionieri appartenenti alla banda terrorista».
Dalla prima operazione contro questi organismi, scattata il 31 ottobre 2001, le loro attività sono sospese e 12 degli accusati hanno trascorso quattro anni in carcerazione preventiva, limite massimo consentito dalla legislazione spagnola. In questo momento, Juan Maria Olano è incarcerato da solo nella prigione di Segovia, dopo essere stato arrestato il 9 settembre 2007 nel corso di una manifestazione brutalmente repressa dalla Polizia Autonoma Basca ed accusato dal giudice Baltasar Garzón di "recidiva" per la continuazione delle sue attività come portavoce dell'organismo pro amnistia Askatasuna.


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:: Il Consiglio d'Europa prende posizione contro le «liste nere» delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea

A partire dal 2001, nel seno delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea, sono state confezionate liste di persone e di organizzazioni legate al «terrorismo internazionale», fra le quali si trovano trenta cittadini baschi e le organizzazioni Batasuna, Haika-Segi, Gestoras pro Amnistía-Askatasuna, Xaki ed Ekin.

La risoluzione presentata al Plenum dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa dal senatore svizzero Dick Marty, definisce come «imprecisi» i criteri utilizzati per l'elaborazione di queste liste, considerando che non rispettano i diritti individuali fondamentali e che sono «totalmente arbitrarie».

Marty ha denunciato, nel suo rapporto, che queste sanzioni possono essere imposte «sulla base di semplici sospetti», il che risulta «indegno».

In efdetti, nel corso di una riunione con membri di Behatokia precedente la presentazione del rapporto, Marty è stato messo a conoscenza del fatto che un dispositivo del giudice che indagava sulle attività di queste organizzazioni. è stato sufficiente per la loro inclusione nelle liste. Nel caso concreto di Segi, non esisteva neppure una risoluzione giudiziaria di sospensione delle sue attività quando è stata inclusa in queste liste e, nel caso di diverse altre organizzazioni, a tutt'oggi non si è neppure celebrato un processo giuridico sulle loro attività. Quanto all'impossibilità di trovare uno strumento legale efficace per fare fronte all'inclusione illegittima in queste liste, il senatore svizzero è stato informato dei passi compiuti dalle difese di Segi e Gestoras: all'inizio dell'anno è stato presentato un ricorso al Tribunale Europeo per i Diritti Umani, adducendo l'impossibilità di tutelarsi giudiziariamente, non esistendo nel sistema dell'Unione Europea un procedimento per revocare l'inclusione.

Il rapporto presentato da Dyck Marty ha ottenuto il voto favorevole di quasi tutti i parlamentari partecipanti all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, compresi quelli del PSOE Ramón Jáuregui e Meritxell Batet. Questo atteggiamento è stato pubblicamente considerato da Behatokia come contraddittorio, dato che «il PSOE ha da tempo dimostrato di essere disposto a fare uso di tutti gli strumenti contro la dissidenza basca, anche delle "liste nere" stilate dall'UE».


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:: Arrestati il portavoce di Batasuna Pernando Barrena ed il membro della Mesa Nacional Patxi Urrutia

Il 4 febbraio, la Policía Nacional arrestava Pernando Barrena, portavoce di Batasuna ed il membro del suo organismo di direzione, Patxi Urrutia. L'arresto è stato decretato dal giudice Baltasar Garzón in seguito alle indagini iniziate nel 2002 contro il partito politico, alle quali continua ad aggiungere nuove azioni.

L'arresto è scattato dopo che Barrena aveva partecipato ad una conferenza pubblica, svoltasi due giorni prima, in un hotel di Iruñea-Pamplona, sui contenuti degli ultimi colloqui fra PNV, PSE e la stessa Batasuna, nel quadro del recente fallito processo di dialogo, noto come "processo di loiola". Dopo la rottura di questo processo negoziale, si è verificata una cascata di arresti di membri di Batasuna, fra i quali quelli nell'ambito della nota operazione contro 22 membri della direzione del partito, scattata quando si accingevano a svolgere una riunione interna, nella località di Segura.

Barrena ed Urrutia erano già sotto processo per l'inchiesta Batasuna ed ora, il semplice fatto di partecipare a quella conferenza pubblica, dai contenuti eminentemente politici, è considerato dal giudice della Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.) "reiterazione del reato" e, pertanto, ha decretato il loro arresto ed ingresso in prigione.

Le Forze di Sicurezza dello Stato hanno messo in campo un ampio spiegamento di forze per cercare di localizzare Unai Fano, il terzo relatore alla conferenza pubblica che, al momento, è latitante.

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:: Sospensione delle attività dei partiti EHAK-PCTV y EAE-ANV

Da tempo entrambi i partiti indipendentisti erano sottoposti a due diversi procedimenti: uno, per le indagini penali aperte dalla Audiencia Nacional (Tribunale Speciale, N.d.T.), con l'accusa di "appartenenza ad organizzazione armata" ed un altro, per via amministrativa, in applicazione della Legge sui Partiti, davanti al Tribunale Supremo; la congiunzione delle due vie giudiziarie sarebbe, oltretutto, giustificata dall'interesse dei partiti spagnoli maggioritari a che il settore sociale dell'indipendentismo basco non possa presentare una piattaforma elettorale alle prossime elezioni per il Parlamento e per il Senato spagnoli.

EHAK-PCTV (Partito Comunista delle Terre Basche, N.d.T.) aveva partecipato alle elezioni per il Parlamento Autonomo Basco del 2005, mentre EAE-ANV, (Azione Nazionalista Basca, N.d.T.), partito che ha alle spalle 77 anni di attività politica, ha presentato circa 240 candidature alle elezioni municipali del maggio 2007, oltre la metà delle quali sono state messe fuori legge dal Tribunale Supremo, confrontando le liste con schedari segreti della Polizia e considerando che erano "contaminate" o "infiltrate" da persone che avrebbero fatto parte in passato di altre liste elettorali; da notare è il linguaggio utilizzato, oltre alla gravità della discriminazione nei confronti di queste persone, tenuto conto che, secondo fonti della Polizia, questi schedari potrebbero contenere 19.000 nominativi.

L'ultima aggressione a questi partiti è venuta dalla dichiarazione di sospensione delle loro attività dello scorso 8 gennaio, da parte del giudice della Audiencia Nacional spagnola Baltasar Garzón, basata sul fatto che Batasuna avrebbe "assunto il controllo" di questi partiti. Questa decisione, avrà un carattere meramente cautelare o preventivo, di particolare rilevanza per la sua estensione a future sigle elettorali, poiché dall'apertura delle indagini penali contro Batasuna, nel 2002, non è stato celebrato alcun giudizio contro questo partito politico.

Questi provvedimenti sono stati raggruppati nella maxi inchiesta 11/08 e sono sufficienti ad evitare la partecipazione alla contesa elettorale di questi partiti, a chiuderne le sedi, a bloccare i loro conti bancari e ad accusare di "appartenenza ad organizzazione armata" altri 38 militanti indipendentisti e di "collaborazione" altri sette.

L'interpretazione del magistrato sarà che entrambi i partiti si trovano "nell'orbita di ETA", per avere stabilito relazioni di diverso tipo con persone messe in relazione con Batasuna. Quanto alle attività descritte nei due provvedimenti di sospensione, deriverebbero dal fatto di avere consultato membri di Batasuna rispetto al contenuto di comunicati pubblici o dall'avere dimostrato una coincidenza di posizioni rispetto a conflitti di carattere socile, come quello quello aperto intorno alla questione del Treno ad Alta Velocità; pertanto, nella visione uniformatrice del magistrato, ciò che ora considera "ETA-Batasuna" avrebbe "avrebbe assunto il controllo di fatto del PCTV-EHAK e di ANV”. Si sarebbe prodotta, secondo il magistrato antiterrorista, una "colonizzazione" o "fagocitazione"; a prova di ciò, vi sarebbe il fatto che persone legate a Batasuna sarebbero state stipendiate da EHAK-PCTV. Il giudice puntualizza che "risulta evidente che il PCTV può assumere come dipendente qualsiasi ittadino e che i responsabili di Batasuna non sono privati del diritto a lavorare", tuttavia il problema risiede "nel tipo di lavoro che svolgono", lavoro presuntamente criminale, che il magistrato non individualizza, non precisa.

Questa azione di Garzón ha coinciso, nel tempo, con le deliberazioni della Corte speciale dell'art. 61 del Tribunale Supremo, incaricata di analizzare la conformità con la Legge sui Partiti del Registro dei Candidati di EAE-ANV alle elezioni spagnole; nella sua risoluzione, la Corte si oppone alla via aperta da Garzón, considerando “sproporzionato” il sospendere le attività di EHAK e di ANV. Tuttavia, proibisce a questi partiti la partecipazione alle elezioni del 9 marzo e vieta loro di ricevere sovvenzioni ufficiali; nel provvedimento si rimarca che si giunge a questa conclusione perché si è verificata "dal maggio 2007 […] l'infiltrazione che in quelle elezioni è stata individuata, di membri di Batasuna presentati nelle liste di ANV".

In definitiva, ci troviamo di fronte a due vie per ottenere un unico obiettivo, discriminatorio per migliaia di cittadini baschi che non possono partecipare a queste liste, che risulterebbero "contaminate", in flagrante opposizione ai diritti di libertà d'opinione e di voto: impedire la presentazione alle urne di un'opzione ampiamente appoggiata dall'elettorato basco.

Così, centinaia di uomini delle Forze di Sicurezza dello Stato, hanno arrestato quattordici membri di EHAK, ANV e Batasuna ed hanno proceduto ad una ventina di perquisizioni su ordine del magistrato.
Fra gli arrestati si trovano i politici indipendentisti Karmelo Landa, Mikel Etxaburu e Karmele Aierbe, che il giorno prima avevano annunciato, a Bilbao, una giornata di sciopero contro la "repressione giudiziaria, politica e poliziesca".
Sono stati arrestati anche i membri di EHAK Jesús María Agirre y Sonia Jacinto, ai quali lo scorso 6 febbraio il magistrato ha imputato (come anche al presidente di questa formazione, Juan Carlos Ramos) un reato di "collaborazione con Batasuna-ETA" ed uno di "associazione illecita".

Gli altri arrestati sono Aitor Aranzabal, Eusebio Lasa, Peio Gálvez, Mikel Garaiondo, Joseba Zinkunegi, Josetxo Ibazeta, Iñigo Balda e José Manuel Jurado.
Inoltre, l Polizia spagnola ha arrestato, a Cordoba, Nuria Alzugarai, dopo che secondo Askatasuna, aveva fatto visita ad un prigioniero politico.
Secondo fonti giudiziarie citate dall'agenzia stampa spagnola Efe, Garzón la accusa di "partecipazione e/o collaborazione con organizzazione terrorista", "associazione illecita" e le attribuisce "un ruolo di promozione" delle attività di EHAK.
EITB (Radiotelevisione pubblica basca, N.d.T.) ha comunicato che gli arrestati sono stati trasferiti a Madrid per essere interrogati dalla Polizia spagnola e che si prevede che si presentino davanti alla Audiencia Nacional; fino ad allora resteranno in regime di isolamento assoluto.

Perquisizione e chiusura di sedi

Garzón si è recato a Donostia per dare continuità alle sue indagini sulla sinistra indipendentista ed ha proceduto alla perquisizione di varie sedi di EHAK ed ANV, accompagnato dai pubblici ministeri Dolores Delgado e Vicente González Mota.
La Polizia spagnola e la delegazione giudiziaria hanno perquisito locali delle due formazioni per oltre quattro ora a Barakaldo , Belartza e Iruñea; quest'ultima sede è stata sequestrata.


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:: Conseguenze della sospensione di EAE-ANV: brutalità poliziesca ed arresto di portavoce politici.

Dopo l'apertura della maxi inchiesta 11/08, nella quali Baltasar Garzón raggruppa le cause aperte contro membri di ANV, EHAK e Batasuna, la prima reazione del magistrato antiterrorista è stata la proibizione della manifestazione che eletti nelle istituzioni indipendentisti avevano indetto per protestare contro la sospensione di quei partiti politici; questa proibizione, pur conseguente rispetto all'affanno del giudice nell'evitare qualsiasi attività di questi partiti, chiude la possibilità di azione politica, sospendendo "sine die" qualsiasi diritto di azione politica a questo settore sociale.

Così, il giudice si rivolge alla Polizia Autonoma Basca per ordinarle di impedire lo svolgimento della manifestazione e di "perseguire coloro che non dovessero rispettare l'ordine". Il Dipartimento degli Intrni basco ha emesso una nota per avvertire che la manifestazione era vietta. Tuttavia, il 10 febbraio, migliaia di cittadini, nell'esercizio dei loro diritti di manifestazione, si sono riuniti nella calle Autonomía di Bilbao, per protestare contro la messa fuori legge dei partiti politici. La Polizia Autonoma ha impedito il corteo pacifico e, a quel punto, i manifestanti si sono seduti a terra, lanciando slogan contro le misure d'eccezione imposte ed a favore dei diritti politici. Al tentativo di proseguire la manifestazione nelle vie adiacenti, la polizia ha risposto con cariche violente, generando scontri, feriti ed arresti.

Successivamente, si è tenuta una conferenza stampa nella quale sono stati denunciati i fatti ed è stato fatto appello alla società basca affinché partecipasse ad uno sciopero generale contro la repressione "politica, giudiziaria e poliziesca". Nel corso della notte successiva, centinaia di membri delle Forze di Sicurezza dello Stato hanno arrestato quattordici noti membri di EHAK, ANV e Batasuna, fra i quali si trovano Karmelo Landa, Mikel Etxaburu e Karmele Aierbe, che avevano preso parte alla conferenza stampa della sera prima. Garzón ha decretato per loro il regime di isolamento assolutoe li accusa di "partecipazione e/o collaborazione con organizzazione terrorista"; inoltre, ha proceduto a perquisire varie sedi di ANV e di EHAK a Belartza (Donostia), Oiartzun, Barakaldo e Iruñea (queste ultime due sono state poste sotto sequestro


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L'ex esecutivo del Parlamento Basco sotto accusa per disobbedienza

In passato, avevamo già dato conto degli effetti assurdi dell'applicazione, fino ai suoi limiti estremi, della Legge sui Partiti e della criminalizzazione del dialogo e dell'attività politica. Il Tribunale Supremo spagnolo, lo scorso 20 gennaio, ha reso pubblica la sentenza attraverso la quale accoglieva la pretesa del sindacato di ultradestra Manos Limpias (Mani pulite, N.d.T.) contro gli ex membri dell'esecutivo del Parlamento basco (Juan María Atutxa, presidente, Gorka Knörr e Kontxi Bilbao, rispettivamente primo e secondo vicepresidente). In effetti, i tre politici di PNV, EA e EB-IU, sono stati condannati dall'alto tribunale per il reato di disobbedienza, per non avere sciolto, come ordinato dal Tribunale Supremo, il gruppo parlamentare Sozialista Abertzaleak, nome adottato dagli eletti di Batasuna dopo che questa era stata messa fuori legge in applicazione della Legge sui Partiti.

I membri dell'esecutivo, giustificarono la loro posizione sostenendo che le procedure interne del Parlamento autonomo "non prevedono questa possibilità", permettendo così la prosecuzione dell'attività del gruppo parlamentare.

Ora, il Tribunale Supremo, ha accolto il ricorso presentato la Manos Limpias, stabilendo una condanna a due anni di interdizione per i tre ex membri della Camera e l'obbligo di pagare una multa per il primo anno. Questi sono gli effetti dell'applicazione estensiva, senza limiti né logica, della Legge sui Partiti.


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:: ANALISI:
Prigionieri malati e negazione della libertà
Ohiana Lizaso.
Associazione dei familiari di prigionieri politici baschi- Etxerat


Una delle restrizioni dei diritti elementari più gravi che affronta il collettivo dei prigionieri politici baschi, è costituita dalla chiusura di ogni via di accesso alla libertà; la riforma del Codice Penale de l'95 aveva già eliminato la possibilità di ottenere riduzioni di pena attraverso lo studio, il lavoro... Il Tribunale Supremo spagnolo ha attribuito, per mezzo di quella conosciuta come "dottrina Parot", carattere retroattivo a questa misura, a danno dei prigionieri che avevano cumulato sconti di pena in precedenza ed impedendo la loro imminente liberazione. La legge LO 7/2003, del 30 giugno, sulle Misure per l'Applicazione Integrale ed Effettiva delle Pene, ha ampliato da 30 a 40 anni il massimo periodo di permanenza in carcere per i prigionieri politici, rifiutando inoltre loro l'accesso alla libertà dopo avere scontato i tre quarti della condanna. In casi nei quali queste disposizioni non potevano essere applicate e la liberazione del prigioniero era prossima e non evitabilemediante alcuna sottigliezza legale, come nel caso concreto di Iñaki de Juana, sono state "costruite" nuove imputazioni, come da giustificazioni addotte dal Ministro della Giustizia in carica in quel momento.

Ma a quanto sopra, negli ultimi tempi, si aggiunge la gravità della situazione di quei prigionieri e di quelle prigioniere affetti da malattie incurabili e che dovrebbero avere accesso alla libertà in applicazione della stessa legge spagnola; in effetti, l'articolo 92 del Codice Penale prescrive determinate condizioni per la scarcerazione di prigionieri affetti da malattie gravi ed incurabili, condizioni nelle quali si trovano almeno nove prigionieri e prigioniere: Jon Agirre, Bautista Barandalla, Jose Ramon Foruria, Marilo Gorostiaga, Mikel Gil Cervera, Gotzone Lopez de Luzuriaga, Juan Jose Rego Vidal, Josu Uribetxebarria e, ultimo caso clamoroso, quello di Anjel Figueroa. Tutti questi casi costituiscono motivo di estremo allarme e preoccupazione per l'Associazione dei familiari di prigionieri politici baschi.

Figueroa, pur essendo destinato al carcere di Córdoba, è ristrettp nel carcere di Langraitz a causa degli episodi di sclerosi mesiale dei quali soffre cronicamente; questa malattia è incurabile, come è stato diagnosticato ed i suoi effetti (attacchi periodici con convulsioni e deliri) consiglierebbero la sua immediata scarcerazione. Riveste una particolare gravità il fatto che Figueroa abbia subito un pestaggio da parte degli agenti di custodia nella prigione di Langraitz, dopo esservi stato tradotto per sottoporsi ad una terapia nell'ospedale di Txagorritxu; lo scorso gennaio, ha subito una serie di attacchi continuati per i quali è ricoverato in questo ospedale, senza che i tribunali accolgano la sua richiesta di scarcerazione.

Nel bollettino scorso, riportavamo la situazione di Gotzone Lopez de Luzuriaga, altrettanto grave, la cui richiesta di applicazione dell'art. 92 è reiteratamente respinta dal tribunale competente, con argomenti soggettivi, extragiudiziali e, ovviamente, estranei all'oggetto di tale procedimento, come ad esempio il fatto che non avrebbe "dimostrato pentimento, né volontà di chiedere perdono alle vittime".

In effetti, la lista di casi di estrema gravità è lunga e le condizioni di vita imposte ai prigionieri non sono che la colonna vertebrale di quella che potremmo considerare una vera e propria condanna a morte coperta.

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